Ma la seconda guerra mondiale si è davvero mai conclusa? A riflettere sulle dimaniche, immutate, della produzione capitalistica dei conflitti armati, sembrerebbe proprio di no. Anche l'estetica della distruzione, oggi imperante, pare voglia incessantemente ricordarlo ad un occidente ancora chiuso nelle proprie illusioni di "pace armata". Esiste un film di Sergei Loznitsa, intitolato Natural history of destruction, che mostra in modo esemplare cosa sia la guerra nel capitalismo, permettendo una riflessione esistenziale per il futuro stesso dell'Occidente. Questo film, per intero, andrebbe proiettato in ogni luogo pubblico oggi ancora di più visto che la rimozione storica della distruzione della Germania, da parte delle forze alleate contro il nazifascismo, si sta tramutando in un'assurda coazione, non solo tedesca, a ripetere.
Da parte nostra non possiamo che offrirne un assaggio mediante una crasi cinematografica tra registrazioni d'archivio della Seconda Guerra Mondiale, tratte dalla citata opera di Sergei Loznitsa e materiali che, pur di stretta attualità, sembrano appartenere alla medesima storia.. forse perché la distruzione di origine bellica non ha patria e appartiene sempre all'umanità anche quando essa s'illude di poterla invece infliggere ad altri.
Nella crasi cinematografica a cura di Città Future la parte citata dell'opera di Sergei Loznitsa presenta un formato volutamente diverso da quello originale, in modo da interpretare la "parzialità" della citazione come requisito esteso anche alla porzione spaziale del quadro riprodotto e non solo al mero parametro temporale.
Citando Sergei Loznitsa si fa in realtà una citazione al quadrato visto che l'opera cinematografica del regista ucraino si richiama all'omonima opera letteraria di Winfried Georg Sebald, autore tedesco che per primo, e forse ancora unico nel panorama letterario del suo paese, è riuscito a parlare di quello di cui in Germania, e non solo in Germania, nessuno è riuscito ad elaborare in modo alcuno. La Germania, ma non solo la Germania, non è mai riuscita a fare davvero i conti con la propria storia novecentesca e senza mai farli oggi pensa di poter tornare in una posizione che già una volta le è stata fatale, ancora una volta cercando di trascinare con sè tutta l'Europa. Per ottanta anni l'Europa ha voluto illudere se stessa che il Capitalismo potesse essere compatibile con la pace ed ora irridendo la sua storia recente vorrebbe far credere a tutti che invece non c'è alternativa in assoluto alla guerra, cioè alla distruzione, che questa è necessaria semplicemente perchè "naturale" come il Capitalismo stesso. Sono in tanti oggi a pensare in questo modo e anche la sedicente sinistra sembra ripercorrere le stesse diatribe di inizio '900, come se nulla fosse accaduto nel frattempo.
10 LUGLIO 2025
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